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CHIESA DI S. FRANCESCO SAVERIO |
È’
il capolavoro dell’architetto Angelo Italia. |
La chiesa è stata costruita tra
il 1685 e il 1710 ispirata agli edifici borromiani di
Roma sia nella concezione generale della pianta che in
diversi particolari architettonici.
L’esterno è dominato da un’ampia cupola
cui sottostanno altre quattro cupolette minori. La facciata
si sviluppa longitudinalmente, uniforme al primo ordine
ma animata al secondo dai vivaci campanili e dal corpo
centrale di moderata altezza. Il portale settecentesco
è tutto movimento e spezzature. |
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L’interno presenta nella
sua pianta uno studio attento e rigoroso del complesso
equilibrio spaziale: sul semplice impianto di una croce
greca absiadiana, si rannicchiano, ai quattro angoli,
altrettante cappelle che inscrivono ciascuna un esagono
regolare.
Ai vertici di ogni esagono sei robuste colonne accolgono
lo slancio della spaziosa cupola la quale domina con la
luce lo spazio sottostante e lo rischiara in tutta la
convessità dei cornicioni e della trabeazione.
L’artista anima con movimenti geometrici l’interno
che presenta in una fase transitoria di rinascimento e
di barocco, pur nel tentativo di rimuovere l’ispirazione
borromiana. |
Cfr. Palermo, Bellafiore, Bonanno Foto di F. Lannino |
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la cartina
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CHIESA DI S. FRANCESCO D'ASSISI |
Fu realizzata nel XIII secolo, nell’omonima piazza,
sul limite di quello che un tempo era un vecchio seno
di costa lambito dal mare. |
La chiesa fu costruita in una zona ad
alta densità commerciale, occupata nel corso dei
secoli da varie maestranze artigiane. Una prima chiesa
era stata realizzata mentre il fraticello d’Assisi
era ancora in vita e i suoi seguaci avevano diffuso il
suo messaggio evangelico, ma fu poi distrutta.
La facciata, con stupendo portale gotico fiorito del ‘300,
ha struttura romanica, con tre navi. |
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All’interno si possono
ammirare capolavori siciliani come la Cappella della Madonna con ricco
portale quattrocentesco attribuito a Domenico Gagini e
la statua della Madonna della Grazia, la Cappella Mastrantonio di Francesco Laurana.
Si segnalano anche pregevoli opere di Giacomo Serpotta,
Vito D’Anna e Pietro Novelli, detto il monrealese.
In questa chiesa i Francescani celebrarono in maniera
sontuosa la ricorrenza dell’Immacolata Concezione:
era il Vespro per lo Stellario della beata Vergine, una sontuosa opera barocca di Bonaventura
Rubino che il Teatro Massimo ha riproposto nel 1984 con
ben quattro cori, vari ensemble e la direzione di Gabriel
Garrido.
Duramente colpita dai bombardamenti del ’43, la
chiesa è stata fedelmente ricostruita secondo l’impianto
originario. L’annesso convento, alle spalle della
chiesa, era sede del noviziato di filosofia e teologia
e vi si riunì il governo rivoluzionario provvisorio
del 1848 alla guida di Ruggero Settimo. |
Cfr. Ufficio Stampa TM Foto di F. Lannino |
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