Teatro Massimo Fondazione
Credito Siciliano
Festival Scarlatti 14-24 novembre 2002
 
PRESENTAZIONE PROGRAMMA I LUOGHI
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CHIESA DI S. FRANCESCO SAVERIO


È’ il capolavoro dell’architetto Angelo Italia.
La chiesa è stata costruita tra il 1685 e il 1710 ispirata agli edifici borromiani di Roma sia nella concezione generale della pianta che in diversi particolari architettonici.
L’esterno è dominato da un’ampia cupola cui sottostanno altre quattro cupolette minori. La facciata si sviluppa longitudinalmente, uniforme al primo ordine ma animata al secondo dai vivaci campanili e dal corpo centrale di moderata altezza. Il portale settecentesco è tutto movimento e spezzature.
Chiesa di San Francesco Saverio
L’interno presenta nella sua pianta uno studio attento e rigoroso del complesso equilibrio spaziale: sul semplice impianto di una croce greca absiadiana, si rannicchiano, ai quattro angoli, altrettante cappelle che inscrivono ciascuna un esagono regolare.
Ai vertici di ogni esagono sei robuste colonne accolgono lo slancio della spaziosa cupola la quale domina con la luce lo spazio sottostante e lo rischiara in tutta la convessità dei cornicioni e della trabeazione. L’artista anima con movimenti geometrici l’interno che presenta in una fase transitoria di rinascimento e di barocco, pur nel tentativo di rimuovere l’ispirazione borromiana.
 
Cfr. Palermo, Bellafiore, Bonanno
Foto di F. Lannino
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CHIESA DI S. FRANCESCO D'ASSISI

Fu realizzata nel XIII secolo, nell’omonima piazza, sul limite di quello che un tempo era un vecchio seno di costa lambito dal mare.
La chiesa fu costruita in una zona ad alta densità commerciale, occupata nel corso dei secoli da varie maestranze artigiane. Una prima chiesa era stata realizzata mentre il fraticello d’Assisi era ancora in vita e i suoi seguaci avevano diffuso il suo messaggio evangelico, ma fu poi distrutta.
La facciata, con stupendo portale gotico fiorito del ‘300, ha struttura romanica, con tre navi.
Chiesa di San Francesco d'Assisi
All’interno si possono ammirare capolavori siciliani come la Cappella della Madonna con ricco portale quattrocentesco attribuito a Domenico Gagini e la statua della Madonna della Grazia, la Cappella Mastrantonio di Francesco Laurana. Si segnalano anche pregevoli opere di Giacomo Serpotta, Vito D’Anna e Pietro Novelli, detto il monrealese.
In questa chiesa i Francescani celebrarono in maniera sontuosa la ricorrenza dell’Immacolata Concezione: era il Vespro per lo Stellario della beata Vergine, una sontuosa opera barocca di Bonaventura Rubino che il Teatro Massimo ha riproposto nel 1984 con ben quattro cori, vari ensemble e la direzione di Gabriel Garrido.
Duramente colpita dai bombardamenti del ’43, la chiesa è stata fedelmente ricostruita secondo l’impianto originario. L’annesso convento, alle spalle della chiesa, era sede del noviziato di filosofia e teologia e vi si riunì il governo rivoluzionario provvisorio del 1848 alla guida di Ruggero Settimo.
 
Cfr. Ufficio Stampa TM
Foto di F. Lannino
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