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1 febbraio - 19 dicembre 2002
  il sorriso degli angeli

IL PROGETTO


Artemidoro, nel suo “Libro dei sogni”, descrive secondo la tradizione di Epidauro,molte pratiche consolatorie e terapeutiche per il malato psichico.
Non trascura la musica a cui da un ruolo importante così come tutta la cultura greca.
Orfeo per ammansire la ferocia degli animali e per reprimere le violente passioni degli uomini suonava la lira; Davide per colmare il furore di Saulle ricorreva all’armonioso suono della cetra e Ulisse fece battere la marcia per rinsavire Achille.
Da sempre esistono due canali privilegiati per accedere alla mente: la parola e la musica, specie alla mente gravata dalla malattia.
L’uso della parola come farmaco per la mente sofferente è molto antico anche se dobbiamo arrivare a Freud per usare il linguaggio non solo come modo per parlare col malato e persuaderlo, ma come mezzo per compiere, attraverso l’incoscio, un viaggio di ritorno, per sperimentare la possibilità di un dialogo con la follia.
Sempre Freud nel suo lavoro su “II poeta e l’immaginazione” dice: “C’è una realtà dell’uomo che nessuno scienziato conosce e sulla quale proiettano maggiore luce i poeti”. Potremmo dire i poeti e i musicisti perchè sono le parole e la musica che ci consentono da sempre un dialogo con la “sragione”.
È per questo motivo che la proposta fatta dal gruppo operativo del Teatro Massimo, trova un grande riscontro.
La proposta è evocativa di antiche usanze terapeutiche praticate nell’ospedale Psichiatrico ai tempi del barone Pisani, quando la “Real Casa dei Matti” di Palermo, veniva indicata, nell’Europa dell’800, come luogo di massimo progresso per la cura della follia. Il barone Pisani, oltre che filantropo e umanista, era un discreto musicologo e non trascurò mai di organizzare, all’interno dell’Ospedale, i concerti con le orchestrine. La proposta del Teatro Massimo inverte il campo: al posto del “dentro-chiuso” di allora, c’è “il fuori-aperto”: un teatro che si offre come luogo d’incontro, di esperienza, soprattutto di ascolto.
Il malato perde spesso questa funzione, smarrito nei meandri di una mente che non controlla, non sa più ascoltare l’altro e se stesso, non coglie più i nessi tra le cose.
L’ipotesi è che il riabituarlo all’ascolto, all’incontro, alla riflessione, attraverso la musica, consenta a un “dentro” individuale e sofferente, una trasformazione che diventi un esterno conoscibile e comunicabile. Noi proveremo a sperimentare un’altra inversione: l’ex Real Casa dei Matti, l’ex Ospedale Psichiatrico, allora spazio chiuso per antonomasia, conserva ancora il salone delle feste dell’antica struttura. Oggi che è la sede del Dipartimento Salute Mentale, si proverà a riaprirlo alla città come spazio utilizzato dai pazienti che accoglieranno, in alternanza con il teatro, i suoi musicisti e la loro musica.


Il progetto è rivolto a pazienti con sofferenze psichiche gravi ma non deteriorati o cronicizzati, in una fascia di età compresa tra i venti e i quarantanni, già in contatto con le strutture sanitarie per altri programmi terapeutici e riabilitativi o nuovi pazienti che ne faranno richiesta.
Ogni D.S.M. dei distretti urbani organizzerà un gruppo di dodici pazienti, che concorrerà a formare il macro gruppo di sessanta persone che parteciperà alle attività musicali.
Ogni sottogruppo è opportuno che si incontri prima dell’inizio dei concerti in modo da stabilire contatti e modalità d’incontro.
Il momento musicale dovrebbe diventare pretesto e momento fondante di una rete di relazioni complesse, contenitore di emozioni non perturbanti che consenta a ogni singolo di sentirsi parte di una esperienza collettiva e individuale insieme. La musica verrà introdotta da un’esperta che fornira brevi spiegazioni tecniche; a conclusione concerto seguirà un momento di discussione sull’esperienza e sulle emozioni vissute al fine di risignificarle e riindividualizzarle.
L’obiettivo è verificare, a fine esperienza, quanto è stato modificato nell’area relazionale di ogni singolo paziente, quanti sono stati in grado di reggere l’esperienza e utilizzarla, quanto hanno appreso rispetto alla capacità di ascolto interno-esterno, se si è ampliata in modo significativo la loro sfera sociale. Tra Febbraio e Dicembre verranno eseguiti nove concerti. Ogni sottogruppo verrà selezionato e seguito, nel corso dell’esperienza, da uno psicologo e psichiatra del DSM di appartenenza. I pazienti verranno aiutati nell’organizzazione dagli operatori di appoggio che avranno il compito di accompagnarli ai concerti.
Nel corso dell’esperienza verranno fatte periodicamente delle verifiche.

Gabriella Di Buono



COLLABORANO AL PROGETTO

Palermo
DSM 1: Dott. Massimo Alagna  psichiatra
Dott. Emanuele Giarrizzo  psicologo
Claudia Prestano  operatore d’appoggio
tel . 091 7032279
 
DSM 2: Dott.Claudio Battaglia  psichiatra
Dott. Maria Raspante  psicologa
Salvo Monti  operatore d’appoggio
tel. 091 7033354
 
DSM 3: Dott Claudia Bruno  psichiatra
Dott. Daniela Rao  psicologa
A.Maria Scaglia  operatore d’appoggio
tel. 091 7035222
 
DSM 4: Dott.Anna Gelardi  psichiatra
Dott. Savio Camizzi  psicologo
Tommaso Marino  operatore d’appoggio
tel. 091 7036809
 
DSM 5: Dott. Anna Carreca  psichiatra
Dott. M.Rita Graziano  psicologa
Maria Mangano  operatore d’appoggio
tel. 091 7035222
   
Misilmeri  
DSM 1: Dott. Piero Campofiorito  pschiatra
Dott. Emanuela Petronaci  psicologa
tel. 091 8710221


 
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